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MAURO ULIASSI

MAURO ULIASSI

Catia e Mauro aprono il Ristorante “Uliassi” nel 1990, è stato valutato con 19 Espresso, 2 stelle Michelin, 92° guida Gambero Rosso, 86° nella classifica 2016 dei 1000 ristoranti più importanti del mondo, 53° nella classifica dei chef migliori del mondo per la guida “100 chef 2016″, 37° miglior ristorante d’Europa OAD 2016 ed è valutato tra i primi 10 ristoranti in Italia.

Il nostro ristorante è sul mare, tra il porto canale e la spiaggia. E’ un posto pieno di energia. E’ bello sempre, in tutte e stagioni, con il vento o con la pioggia, con la neve oppure quando le giornate sono immobili sotto il sole dell’estate.

Il pesce è l’ingrediente principe che utilizziamo. Tuttavia, per un fatto culturale, ci piace anche cimentarci con la selvaggina.

Si tratta di una cucina che noi amiamo definire semplice e contemporanea perché utilizza il massimo della tecnica e della tecnologia presente oggi sul mercato e, nello stesso tempo, affonda la sua conoscenza nelle radici della tradizione: una tradizione in continuo movimento, non certo una fotocopia del passato e che si nutre dei nostri viaggi e di tutto quello che ci circonda.Ristorante Uliassi


PETER BRUNEL

PETER BRUNEL

Ha il talento di chi ama la grande cucina italiana, e la ripercorre con personalità. Peter Brunel, originario della Val di Fassa, nelle splendide Dolomiti, è il nuovo Executive Chef della Lungarno Collection, oltre che Chef del Ristorante Borgo San Jacopo, il famoso BSJ, premiato dalle migliori guide nazionali insignito dalla prestigiosa stella Michelin.

Dopo una formazione importante in Italia e in Francia, Peter Brunel entra a Villa Negri, a Riva del Garda, e conquista una stella Michelin nel 2003. Decisivi nella sua crescita, il passaggio al ristorante Chiesa di Trento e al Palagio59 di Rignano sull’Arno.

Nel cuore di Firenze e dell’eleganza Lungarno, Peter Brunel ha trovato una casa per inventare un menù autenticamente italiano con stimolanti aperture a mondi lontani. Protagonisti in cucina, la ricchezza della materia prima, la genuinità dei presidi culinari e la sperimentazione più equilibrata.

Borgo San Jacopo

ROY SALOMON CACERES

ROY SALOMON CACERES

Roy Salomon Caceres, chef di origine colombiana (è nato a Bogotá il 29 aprile 1977), ha un’idea molto chiara e precisa della cucina e di cosa deve proporre, oggi, un ristorante, per poter offrire qual qualcosa in più o di diverso che resta impresso nel gusto di un cliente e lo convince della necessità di tornare in quel particolare ristorante.

Occorre che ogni ricetta, ogni menù, si presenti come una storia da raccontare; che ogni piatto abbia i contorni di una narrazione in grado evocare ricordi, emozioni, stimoli sensoriali. Forte di un’esperienza maturata nelle brigate di importanti cucine in tutta Italia, Roy Caceres non ha mai smesso di credere nel progetto di una cucina che, con elegante semplicità, trasforma la tradizione e la presenta in tavola interpretandola attraverso costante e continue riletture innovative ed evolutive.

Un piacere di sperimentare mai fine a se stesso e che, unito a un’inesauribile curiosità e a un grande entusiasmo, rappresenta la base su cui poggia Metamorfosi.

Metamorfosi

PHILIPPE LEVEILLE

PHILIPPE LEVEILLE

Nato a Nantes nel 1963, Philippe ha frequentato l’alberghiero di Saomure prima di avviare una girandola di peregrinazioni in giro per il mondo. Dall’esordio parigino presso l’Hotel Winsor Clovis, lo hanno portato all’Hotel Helton Kennedy di New York, al ristorante Boucairre Meridiane in Martinica, fino al Vis Palace Grand Corniche a Montecarlo. il vento lo spinge alle Maschere di Iseo, dal 1987 al 1991. Dopo un anno all’antico ristorante Ponte di Briolo, invece, il 25 ottobre 1992 approda al Miramonti di Caino presso la famiglia Piscini, che nel 1994 seguirà nella nuova e definitiva stazione del Miramonti l’altro: fine corsa a Concesio. Due stelle Michelin dal 2001, con il suo ristorante italiano “Miramonti l’altro”, definito dalle più influenti riviste di settore, tra le quali “Grande Cucina”, come uno degli chef più rappresentativi del panorama italiano.  Conosciuto come lo chef bretone che riesce a coniugare al meglio le tecniche della cucina francese con i piatti della tradizione italiana. Nel 2012 sbarca ad Hong Kong con il ristorante “L’altro”.

Miramonti l'Altro

AURORA MAZZUCCHELLI

AURORA MAZZUCCHELLI

Aurora Mazzucchelli nasce a Bologna nel 1973 da una famiglia da sempre vocata alla ristorazione. Dopo aver frequentato l'istituto alberghiero, nel 2000 entra a far parte dello staff del ristorante dei genitori per poi prenderne le redini insieme al fratello Massimo qualche anno dopo.

Dal 2002 al 2006, consolida la propria esperienza nelle cucine di alcuni importanti chef, come Herbert Hintner, Gaetano Trovato, Paolo Lopriore e Martin Berasategui. Si dedica inoltre anche all'approfondimento dell'arte pasticcera, presso la pasticceria del maestro bolognese Gino Fabbri.

Nel 2008 arriva la prima stella dalla Guida Michelin, a cui seguiranno nel corso degli anni successivi altri prestigiosi riconoscimenti dalle principali guide gastronomiche italiane e l’adesione alle associazioni Chef to Chef, Jeunes Restaurateurs d'Europe e Le Soste.

Nel 2012 viene premiata come “Migliore Chef d’Italia” dalla guida Identità Golose.

Marconi Ristorante

STEFANO BAIOCCO

STEFANO BAIOCCO

“La cucina ha senso soltanto se abbiamo qualcuno con cui condividere le nostre emozioni “. Questo il “ credo “ di Stefano Baiocco, Executive Chef di Villa Feltrinelli.

Baiocco stesso dice: Amo la pulizia in bocca e nel piatto. Non uso troppi elementi e cerco di mantenerli tutti ben definiti. In ogni mio piatto dev’essere presente almeno un elemento capace di stimolare la riflessione di chi mangia facendolo pensare

Grand Hotel a Villa Feltrinelli

FABRIZIA MEROI

FABRIZIA MEROI

Fabrizia Meroi nasce a Cividale nel 1969. La passione per la cucina nasce grazie alla madre. Così, parte da casa per andare a "fare la stagione" a Sappada dove incontra Roberto. Grazie alla grande motivazione e voglia di creare qualcosa di proprio,viene aperto il loro primo locale,nel 1990,il Keisn. Subito dopo – nel 1994 – Fabrizia e Roberto entrano nel prestigioso club del Jeunes Restaurateurs d'Europe. In questi anni Fabrizia ha potuto partecipare a brevi ma determinanti stage come l'esperienza fatta da Enzo de Prà al Dolada,da Vissani a Baschi e qualche corso importante come quello svolto in Spagna. Dall'esigenza di possedere un ristorante di proprietà da dove poter esprimersi ulteriormente, nel 2001,nasce il Laite. Anno dopo anno,la passione viene ripagata con numerose soddisfazioni da parte del pubblico e dalle più importanti guide gastronomiche. 

Laite

FRANCESCO SPOSITO

FRANCESCO SPOSITO

I suoi primi passi in cucina, non ancora sedicenne, al fianco di papà Armando.

Finiti gli studi classici e dopo un approccio con l'Università, decide di approfondire
l' affascinante mondo della cucina ed è così che cominciano le sue prime sperimentazioni.

La voglia continua di crescere e l'esigenza di sapere, lo portano a girare per alcune cucine di grandi Chef Italiani e Francesi.

Nel 2002 l'incontro con Igles Corelli che sarà il suo maestro, colui che farà esplodere la passione e il talento che ha dentro.

A cavallo fra il 2005 e il 2006 si assume la responsabilità della cucina e mette in essere le sue idee. La cucina deve essere uno strumento moderno, un laboratorio, nel quale le novità favoriscono la trasformazione degli elementi della sua terra.

Nel 2008 arriva l'importante riconoscimento da parte della Guida Michelin che assegna la prima stella.

Nel 2009 entra a far parte della famiglia dei Jeunes Restaurateurs d'Europe.

Nel 2010 è il migliore Chef Emergente d'Italia da parte della Guida del Gambero Rosso.

Nel 2012 riceve un duplice riconoscimento è il giovane dell'anno per la Guida dell'Espresso e per la Guida BMW Italia, cioè quello che è considerato il più promettente talento per il futuro della cucina Italiana.

Quest'anno i suoi piatti sono di ispirazione per la mostra "De Gustibus" dell'artista Vanni Cuoghi a Caserta. In autunno arrivano i Tre Cappelli della guida Ristoranti d'Italia de L'Espresso e la seconda Stella Michelin.  

Taverna Estia

ALESSANDRO GAVAGNA

ALESSANDRO GAVAGNA

Nasce nel 1972 a Città di Castello da mamma friulana e papà emiliano.Rientrato in Friuli si diploma alla scuola alberghiera  regionale e dopo una serie di esperienze di tirocinio, approda alla Trattoria al Cacciatore de la Subida.

Qui matura la sua professionalità e fa proprio il mondo culinario della tradizione e del territorio 

La sua cucina ha per base i piatti del territorio, una cucina di confine dove si incontrano e si fondono la cultura culinaria mediterranea, e quella mitteleuropea, friulana e slovena.

Attento nel recepire la marcata evoluzione del contemporaneo mondo culinario, dà la massima importanza alla materia prima e al territorio,  proponendo piatti che ricreino il delicato equilibrio di sapori delle culture, tipiche delle terre di confine.

La tradizione, dopo un’attenta ricerca, viene rielaborata, arricchita del “nuovo “ un “ nuovo “ pensato non per stupire  bensi per valorizzare  gli accenti più sottili e raffinati dei sapori di questo prezioso crocevia di culture.

Materia prima, ma anche gusti di territorio da preservare valorizzare in quanto patrimonio di distinzione; unicità!

Trattoria al Cacciatore de La Subida

LORETTA FANELLA

LORETTA FANELLA

“L’arte ha molteplici volti e parte sempre da un desiderio: spostare un limite, disegnare un nuovo orizzonte, raccontare con altre parole.”

La pasticceria di Loretta Fanella, elegante e leggera, prende tutti i ricordi, le emozioni, i giochi e le suggestioni per trasformarle in dessert pieni di visione. Una personale avanguardia piena di dolcezza e speciale sensibilità, che non è solo semplice unione d’ingredienti ma qualcosa di più. Molto di più. Paesaggi commestibili, giocattoli, puzzle, divertissement. Loretta Fanella si lascia ispirare dalla natura e da ogni cosa, per dare vita ad un’arte dolciaria innovativa, memorabile per chi la guarda e per chi l’assaggia, densa di dettagli, movimento, estetica e necessarie sfumature, proprio come nell’arte figurativa.

Loretta Fanella

FULVIO PIERANGELINI

FULVIO PIERANGELINI

Il celebre chef Fulvio Pierangelini vanta 25 anni di esperienza. Il suo stile autentico apporta un tocco distintivo ai classici piatti della cucina italiana.

Le Jardin De Ruisse

SALVATORE TASSA

SALVATORE TASSA

Sanguigno come un abbacchio, ruspante come un pollastrello, terragno come una rapa dell’orto: ci piace immaginarlo così, Salvatore Tassa, quasi fosse un ritratto ciociaro di Arcimboldi. Lui si definisce un «cuciniere di campagna», ma del brulicare scomposto della natura ha innanzitutto la fantasia. Un’energia incontenibile che fa saltare ogni valvola di sfogo, infilandosi fin dentro il tubo del sax. Il suo strumento.
Oggi le passionacce giovanili sono ospiti fisse delle Colline Ciociare: il pianoforte, i quadri dei pittori in ascesa, le soluzioni architettoniche sofisticate. Tutto si amalgama in un magico crogiolo.
Ma la rivoluzione copernicana si chiama “cucina vegetale” (e non vegetariana, badate bene). Significa ribaltare le gerarchie di dispensa, fra il contorno e la pietanza, fra il soffritto e ciò che va a insaporire, con una vena evangelica e financo gauchiste, verrebbe quasi da dire. «Lo sgombro per esempio non sarà con le cipolle, ma sarà cipolle e sgombro: il pesce dovrà sottolineare la dolcezza dell’ortaggio e metterne in evidenza le sfumature aromatiche, l’acidità, le note leggermente pungenti». Più che terroir, una cucina di terra: la rivoluzione verde viene lanciata da trincee belle cariche, quelle di un orto laboratorio di 4mila metri quadrati.

Colline Ciociare

GIANFRANCO VISSANI

GIANFRANCO VISSANI

Pratici e coinvolgenti, spesso ai limiti dell’esaltazione! Confido sempre nelle tecniche di preparazione e nella qualità della materia prima che Vi presento attraverso i miei scritti.

Vissani

MAURO GUALANDI

MAURO GUALANDI

Ci sono località che non puoi non associare a un personaggio, o a un’insegna, è il caso di Argenta in provincia di Ferrara che è il luogo dove vive e lavora il pasticcere Mauro Gualandi. Il maître pâtissierferrarese, negli anni ‘80 tra i protagonisti del mitico Trigabolo, ha le idee molto chiare su cosa si intende per panettone artigianale: è una delle sue eccellenze, preparato con materie prime di primordine, come le uova dell’allevamento Mordenti, un fornitore storico per Gualandi, insieme alle farine di Molino Sima di Argenta, precursore in Italia nella farina di kamut, mentre le arance sono candite internamente, come tutta la frutta. Il panettone classico trionfa sempre, ma ci sono anche pera, noci e pasta di mandorle; mandarino, caffè e cioccolato; marron glacè e amarena; gocce di cioccolato, ricoperto al cioccolato; oltre agli straordinari pandoro e panpepato. (credit - Luca Bonacini)

Pasticceria Gualandi